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Il Forum del Coro parrocchiale Chiesa San Giorgio Martire, Somma Vesuviana (NA)

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Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli., Tutti i Santi (01/11/2009)
icon12  view post Posted on 28/10/2009, 14:19Quote
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"La medicina è la sola professione che lotta incessantemente per distruggere la ragione della propria esistenza. (James Bryce)"

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Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 5,1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

RIFLETTIAMO...


"Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello" Con questa immagine il libro dell'Apocalisse indica coloro che si sono resi partecipi del sacrificio espiativo di Cristo, Agnello senza macchia e che adesso formano la moltitudine immensa che, avvolta in candide vesti, loda il Signore della gloria. Si tratta di coloro che hanno raggiunto la visione eterna di Dio dopo aver attraversato il tempo della prova lottando costantemente contro le continue avversità della storia, animati dal coraggio e dalla solerzia che proveniva loro dallo stesso Signore. Noi oggi li identifichiamo come "i Santi."
Attenzione però: se vogliamo essere obiettivi la parola "santo" nel cristianesimo originario si attribuiva non a uno specifico perssonaggio, ma al cristiano comunemente inteso...

Voluta dal papa Gregorio IV negli anni 800, la nostra solennità ci rammenta infatti l'eroismo e la costanza di coloro che hanno reso testimononianza di Cristo nella loro vita, apportando sempre l'attualità del vangelo lungo il protrarsi delle epoche, ciascuno secondo un particolare carisma o una caratteristica specifica che scaturisce sempre dalla Parola di Dio; tutti i Santi nel loro insieme costituiscono per ciè stesso un monito per noi alla sequela sempre più spedita e costante dello stesso Cristo nella semplicità e nella quotidianità della nostra vita, giacché le loro virtù non solamente vanno ammirate e contemplate ma anche emulate e noi possiamo con il loro sprone essere sempre più imitatori di Cristo per l'edificazione del Regno di Dio su questa terra.

Il Santo insomma è un ausilio di Dio a che noi ci sforziamo di essere quanto più conformi al Cristo e di seguire sempre le sue orme: certamente l'esempio dello stesso Signore Gesù e il suo stesso intervento di grazia nei nostri confronti è già sufficiente perché noi raggiungiamo la perfezio ne, tuttavia Dio ha voluto collocare nella nostra storia uomini come questi, che, ciascuno nel suo ambito e nella sua epica, e secondo una specifica tipologia, sono serviti da referente e modello di vita e di perfezione cristiana.
...
E' innegabile che quello della santità sia un cammino irto e difficoltoso, poiché esso conosce ostacoli e devianze dovute alla fragilità della natura umana di cui approfitta il maligno nella sua tentazione e non di rado imperversa il peccato concomitante con la nostra volontà di perfezione: il progresso spirituale non si esaurirà mai una volta per tutte ma ci impegnerà sempre per tutta la vita in un crescendo di lotte e combattimenti spirituali. Ciò nondimeno i suddetti strumenti di grazia e l'esempio di numerose persone che non erano in vita naturamente differenti da noi e che mostravano le medesime limitaizioni di umanità eppure sono pervenuti alla perfezione evangelica non possono che incuterci fiducia e coraggio affinché la santità sia una caratteristica portante della nostra vita.
Il brano di Vangelo odierno, apparentemente poco consono alla tematica liturgica che ci sta intrattenendo, ci delinea un itinerario di perfezione umana che abbraccia tutte le tappe della nostra vita interessando ogni situazione e non omettendo di considerare le sfide a cui ogni giorno siamo soggetti: ciascuna delle beatitudini che vengono proferite da Gesù prevede infatti una promessa che consegue ad un impegno e delinea anche la lotta che si deve sostenere per poterla applicare...

Essere santi, oltre che un'esortazione che ci rivolge la Chiesa conciliare, è anche un'esigenza fondamentale che avverte la nostra società che vuole essere incoraggiata non da elucubrazioni astratte e da discorsi ampollosi che scaturiscono dai pulpiti o dalle tavole delle conferenze, ma da concreti modelli di vita che manifestino come l'ideale delle virtù e dei valori sia in realtà applicabile e non costituisca affatto astrattismo, per cui il vivere le beatitudini secondo la modalità espressa dal Vangelo caratterizza che si formino delle persone realmente attestanti determinate cose in cui si crede e che possono edificare il mondo.
L'esEmpio di questi uomini illustri per santità di vita non può allora che scuotere la sensibilità di questo mondo malato di perversione e di cattiveria e se solo si aspirasse davvero a raggiungere un certo stile di vita in esso sarebbe possibile un rinnovamento non indifferente.

Preghiera a tutti i Santi

O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.

Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l'oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi!

Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale.
Amen.


fonte: www.qumran2.net
www.viveremeglio.org

:)

Regala ciò che non hai... Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà. Regala un sorriso quando tu hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. "Ecco, quello che non ho te lo dono". Questo è il tuo paradosso. Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri. (Alessandro Manzoni )
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